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Sentiero CAI n. 67 (Sentiero Italia)

Comprensorio: Monte Petrano
Località partenza: Cagli
Località arrivo: Cantiano
Numero:
67
Quota partenza: 285 metri
Quota arrivo: 380 metri
Quota massima: 575 metri
Dislivello: 670 metri
Nuova numerazione CAI:
200
Lunghezza: 11,5 km.
Difficoltà: E
Tempo andata: 4,30-5,00 ore.
Tempo ritorno: 4,30-5,00 ore.

 

Il sentiero 67 è il tratto di Sentiero Italia che conduce da Cagli a Cantiano, attraversando la valle del Burano e transitando dapprima lungo le pendici del Monte Petrano, quindi, una volta superato il fiume all'altezza dell'abitato di Pontedazzo, lungo quelle del massiccio del Monte Catria.

Questo percorso, purtroppo, versa in condizioni di manutenzione a dir poco disastrose, e soprattutto √® interrotto in due punti a causa di estese frane (√® stata emessa anche un'ordinanza, datata 2011, da parte del Comune di Cagli che vieta il passaggio nel tratto a valle del Convento dei Cappuccini) che ne impediscono la fruizione completa da parte degli escursionisti (nella mappa allegata a questo articolo i tratti non affrontabili sono segnati in rosso). Il ripristino della percorribilit√† sarebbe fortemente auspicabile, dal momento che si tratta, tra l'altro, del Sentiero Italia, quindi di uno dei percorsi normalmente pi√Ļ frequentati dagli appassionati, al momento per√≤ si sconsiglia fortemente di affrontare il percorso se non limitatamente ai tratti dove esso non √® interessato dalle frane.

La partenza del tracciato è oramai rimasta l'unico punto facilmente individuabile, si trova a Cagli in prossimità del primo tornante della strada che sale al Monte Petrano, e nei primi metri il percorso è comune con quello del sentiero 70 che sale direttamente verso la vetta. Percorsa una breve salita, nei pressi del piazzale che si trova proprio sotto il Convento dei Cappuccini, si deve effettuare una deviazione (segnalata rudimentalmente su di un albero), abbandonando la traccia principale e scendendo a vista nel bosco sottostante, terminando praticamente da subito la parte percorribile.

La breve discesa, infatti, termina in un parco pubblico, da dove si dovrebbe incontrare la traccia che si inoltra nella lunga valle del Burano abbandonando rapidamente il paese per immergersi nelle verdi pendici boscose del Petrano, ma in realtà risulta molto difficile individuare dove originariamente passasse il sentiero, e si giunge in pochi metri al margine dell'impressionante frana (che peraltro termina in una balza, è molto pericolosa e non va affrontata in nessun caso) che rende impossibile la prosecuzione del cammino.

Nel tratto oltre la frana, incredibilmente, il sentiero è invece relativamente in discrete condizioni, la traccia è abbastanza visibile e sono presenti alcuni segni seppur piuttosto datati, e si può proseguire agevolmente in falsopiano, con brevi saliscendi, per circa un paio di chilometri, fino a costeggiare la Flaminia e giungere quindi, dopo aver attraversato un sottovia, nella piccola frazione di Foci.

Il percorso continua costeggiando le abitazioni (qui si incrocia anche la partenza del sentiero 60 che sale sul versante del Catria verso il Monte Morcia) e quindi passa nuovamente al di sotto della strada provinciale mediante un secondo sottopassaggio, all'uscita del quale occorre fare molta attenzione all'orientamento, in quanto è presente una evidente traccia che si inoltra nel bosco ma che è da evitare (peraltro sono stati posti anche fiocchi su alberi lungo il percorso sbagliato, anche se sono molto sbiaditi, quindi questo incrocio può facilmente trarre in inganno), mentre il sentiero prosegue, senza segnaletica, svoltando a sinistra in leggera discesa, giungendo a costeggiare il sottostante corso del Burano.

Da questo punto il percorso inizia a prendere gradualmente quota, alternando tratti in cui si sviluppa all'ombra del bosco e supera alcuni impluvi di fossi che scendono dal Petrano a passaggi in cui l'ambiente si apre decisamente, permettendo di ammirare il bel panorama della valle del Burano in tutta la sua estensione.

Giunti per√≤ nel tratto con le quote altimetriche maggiori di tutto il percorso, a circa 600m di altitudine in corrispondenza della zona attrezzata del Ponte Romano (ben visibile dall'alto anche se si trova circa 300 metri pi√Ļ sotto) si incontra purtroppo il secondo insormontabile ostacolo, con la presenza di un'altra estesa frana, ricoperta oltretutto da un fittissimo strato di rovi che complicano ulteriormente la situazione, e che ancora una volta interrompe il percorso rendendolo impraticabile.

Il tratto successivo non è comunque in migliori condizioni, la vegetazione composta da cespugli e rovi si è appropriata di un tracciato oramai abbandonato da anni, rendendo molto arduo il passaggio fino al punto in cui si incrocia l'altrettanto trascurato sentiero 71 e si giunge, quindi, alle prime case di Pontedazzo.

Si percorre, quindi, un breve tratto su asfaltata attraversando un nuovo sottopassaggio e quindi percorrendo per pochi metri il vecchio e oramai dismesso tratto della strada Flaminia (in direzione Cagli), giungendo ad una apertura sul muretto di destra dalla quale parte un nuovo tratto di sentiero che sale a zig-zag nel bosco con una pendenza piuttosto marcata.

Questo tratto, anch'esso un po' trascurato ma comunque molto migliore del precedente, è comune con il sentiero 75 che sale verso i prati del Monte Tenetra.

Al termine della ripida risalita si incontra il bivio, questa volta ben segnalato, nel quale occorre imboccare l'ampia strada sbrecciata sulla destra che scende dolcemente verso Cantiano lungo le pendici della Cima di Monfrante, una delle vette minori del massiccio del Catria, attraversando alcune abitazioni e giungendo in paese nei pressi dell'ex Ospedale Savini, e quindi proseguendo verso il piazzale del cimitero dove il percorso termina incrociando il sentiero 68, altro tratto di Sentiero Italia che è la naturale prosecuzione verso Chiaserna, ed il ripido e selvaggio 59 che sale verso il caratteristico "imbuto" del Monte Tenetra.

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