• Monti Acuto e Catria
  • Balze del Monte Catria
  • Monte Catria al tramonto
  • Monte Acuto visto dal Catria
  • Vista del Monte Acuto
  • Monte Catria dal versante ovest
  • Croce di vetta del Monte Catria

Sentiero Frassati delle Marche

Comprensorio: Monte Catria
Località partenza: Cagli
Località arrivo: Fonte Avellana
Numero:
SF
Quota partenza: 285 metri
Quota arrivo: 685 metri
Quota massima: 1076 metri
Dislivello: 1600 metri
Nuova numerazione CAI:
250
Lunghezza: 21,7 km.
Difficoltà: E
Tempo andata: 12,00-13,00 ore.
Tempo ritorno: 10,00-11,00 ore.

 

I Sentieri Frassati sono una serie di percorsi, uno per ogni regione italiana, dedicati alla figura del beato Pier Giorgio Frassati, ed in particolare quello delle Marche si svolge interamente sul massiccio del Monte Catria.

L’itinerario, molto lungo e ben suddividibile in due o tre tappe da svolgersi in più giornate, conduce da Cagli al monastero di Fonte Avellana, attraversando la montagna con un percorso tutto a mezza costa che tocca angoli suggestivi e solitari, tra cui spicca, oltre al punto d’arrivo, anche il meno noto santuario della Madonna dell’Acquanera, situato in una bella e suggestiva valle circondata da alte pareti.

Il punto di partenza è situato nel piazzale della frazione San Geronzio, a poca distanza da Cagli, dove è possibile parcheggiare comodamente, ed è ben segnalato da una tabella indicante anche i tempi di percorrenza, oltre ad una edicola con la cartina dell’intero percorso.

Si prende la traccia, in leggera salita, che si inoltra in un boschetto lasciandosi sulla sinistra il ristorante situato sulla piazza, ed in poco tempo si raggiunge un ambiente aperto attraversato dal sentiero che rimane sempre molto chiaro e facile da seguire. Si inizia quindi a salire verso il Monte Bambino, dove il fondo si fa a tratti sassoso, e dove, a causa del guadagno di quota, si inizia ad aprire sulla sinistra un bel panorama sulle campagne sottostanti.

Giunti sul crinale, attraversando brevi tratti di bosco alternati a prato, lo si segue fino a poche decine di metri dalla vetta, nel punto in cui la traccia taglia verso destra infilandosi in una sella tra il Monte Bambino ed il Monte Campifobio, del quale andrà tagliato tutto il versante sinistro, per poi discendere piuttosto repentinamente verso la sottostante strada che conduce al Catria, raggiunta in una località detta I Vai (qui si incrocia il sentiero 60 che sale sui prati a destra).

Attraversata la strada si scende immediatamente verso sinistra, dove si trova un abbeveratoio (ben visibile) che fornisce il necessario rifornimento d’acqua, utile per il lungo prosieguo da affrontare.

Da qui inizia un lungo traverso in leggera salita che conduce, immerso in un fitto bosco, all’interno del grande anfiteatro naturale della Val Canala, dove il percorso si snoda, a mezza costa, attraversando una grande quantità di impluvi con passaggi anche suggestivi, come quello piuttosto esposto su di un canalone, da affrontare con un po’ di cautela. Qui l'ambiente è particolarmente selvaggio, ma fortunatamente il recente intervento di risistemazione dei sentieri ha ripulito il fondo dal gran numero di alberi caduti che rendevano piuttosto difficoltoso l'incedere.

Attraversata la zona impervia, la traccia si allarga fino a diventare stradina, e ben presto si giunge all’incrocio con il sentiero 75 che sale da Acquaviva, a poca distanza dalla fonte Pian di Troscia, che si raggiunge in pochi minuti di salita (anche qui è possibile apprezzare le gradevoli acque). Superata la fonte e raggiunto un bivio per il soprastante Monte Morcia, verso il quale prosegue il 75, si seguono i cartelli del Sentiero Frassati che conducono, aggirando il versante della montagna, al Rifugio Valpiana, attraverso un percorso comodo e a tratti panoramico.

Giunti al rifugio si attraversano rapidamente i prati sottostanti, in leggera discesa, e si raggiunge la strada che si percorre, in direzione del Catria, per alcune centinaia di metri fino ad incontrare a sinistra uno stradino che scende nella piccola valle sottostante. Ben presto lo stradino si tramuta in sentiero e si raggiunge la Fonte Bocca della Valle (secca) dalla quale il sentiero prosegue ampio e comodo, attraversando tutto il versante nord del Monte Acuto, immerso in un maestoso bosco di faggi.

Superato il traverso si giunge al bivio con il sentiero 61, che conduce al Rifugio Le Gorghe salendo da Colombara, nei pressi del crinale del panoramico Monte Schioppettino. Da qui c’è la possibilità di scendere, allontanandosi dal tracciato originale, al santuario della Madonna dell’Acquanera, deviazione fortemente consigliata vista la suggestione del luogo in questione. Il cartello segnaletico indica un tempo di percorrenza di 15 minuti per andare ed altrettanti a tornare, ma si tratta di una indicazione completamente fuorviante, infatti per raggiungere il santuario è necessario affrontare un dislivello di 250 metri sia in discesa che in salita, cosa che richiede un tempo ben superiore, almeno nell’ordine di un ora.

Tornati al crinale dello Schioppettino si prosegue per una traccetta incerta verso destra, in discreta discesa, entrando ben presto nel bosco in cui il sentiero si snoda, uscendone a volte con tratti panoramici sulla valle sottostante, fino a raggiungere i tornanti della strada sbrecciata di servizio alla stazione sciistica, che si raggiunge dopo una ripida discesa.

Si segue la strada, ancora in discesa, fino ad un tornante dal quale (segnalato) si stacca verso destra un nuovo tratto di sentiero, con passaggio sotto le cabine dell’impianto di risalita ripristinato di recente, che prosegue in saliscendi sotto la Balza della Porta. Si riprende quindi a salire giungendo ad una fonte, superata la quale il percorso si sviluppa prevalentemente in falsopiano, tagliando il versante nord della Rocca Baiarda fino a raggiungere l’incrocio con il panoramico sentiero 69 che sale al Rifugio Vernosa. A questo punto non rimane che seguire l’indicazione per Fonte Avellana che si raggiunge in una decina di minuti di piacevole discesa immersi nella quiete del bosco, giungendo al piazzale del monastero nei pressi dell’imbocco del Sentiero dei Carbonai.

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