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  • Monte Nerone Sentiero 24bis - immagine 7 (Mappamondo della Pace)
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  • Monte Nerone Sentiero 24bis - immagine 12 (La Cardaccia)
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Sentiero CAI n. 31bis

Comprensorio: Monte Nerone
LocalitĂ  partenza: Bivio sentiero 31
LocalitĂ  arrivo: San Cristoforo di Carda
Numero:
31bis
Quota partenza: 389 metri
Quota arrivo: 527 metri
Quota massima: 642 metri
Dislivello: 260 metri
Nuova numerazione CAI:
231B
Lunghezza: 2,1 km.
DifficoltĂ : E
Tempo andata: 1,00-1,30 ore.
Tempo ritorno: 0,50-1,15 ore.

 

Il sentiero 31bis del Monte Nerone (nella nuova numerazione indicato con il 231b) è un interessante itinerario che conduce alla “Cardaccia”, ovvero ai ruderi dell’antico castello dei Conti Ubaldini di Apecchio, situato su una panoramica vetta che domina le valli del Fosso della Carda e del Fosso del Molino.

Il punto di partenza si trova sul sentiero 31, che si percorre per breve tratto da Sassorotto fino ad un incrocio ben segnalato su di un grosso palo della luce, dove una evidente traccia si stacca sulla destra del sentiero principale ed inizia a salire, con pendenze subito importanti, all’interno del bosco soprastante.

Superata la prima dura rampa, il percorso spiana e sbuca in un tratto più aperto e pianeggiante, da percorrere per alcune centinaia di metri seguendo i pali della luce, fino ad una svolta a sinistra (fare attenzione al segno sull’albero per individuarla, il sentierino non è evidentissimo) da dove si ricomincia a salire, nuovamente all’interno del bel bosco composto da alberi a basso fusto.

In breve tempo si giunge sul crinale, e si inizia a seguire una spettacolare cresta, che si dirige verso la vetta salendo con pendenze costanti; da questo punto si può iniziare ad apprezzare il panorama sulle valli sottostanti, con sulla destra ben visibile, al di là del Fosso della Carda, l’abitato di Colombara con il caratteristico “Mappamondo della Pace”, enorme planisfero dal diametro di 10 metri, realizzato nel 1988 da Orfeo Bartolucci ed inserito, all’epoca, nel Guinness dei Primati per le proprie notevoli dimensioni.

Il tratto in cresta prosegue regolare con la vetta che si fa via via più vicina, lasciando intravedere la croce metallica posta su di essa, fino a giungere ad un passaggio roccioso quasi verticale, dove è obbligatoria una svolta a sinistra, su debole traccia che attraversa un terreno scosceso ed un po’ esposto (fare attenzione a non scivolare, sono presenti ometti di pietra ad indicare la giusta via), necessaria per aggirare l’ostacolo e raggiungere il versante opposto, molto meno ripido, dal quale si può affrontare la salita finale in tutta sicurezza.

Superata un’ultima svolta a destra si iniziano a vedere tutt’attorno i ruderi della Cardaccia, che un tempo era una grande fortificazione, ed in breve si raggiunge uno sperone roccioso alto una decina di metri, sul quale si può salire (la roccia è solida e presenta degli “scalini” naturali che facilitano l’ascesa) raggiungendo la panoramica vetta, dalla quale si può godere appieno del panorama che ora spazia a 360° sulle vallate circostanti.

Si ridiscende quindi dallo stesso versante appena percorso, raggiungendo la svolta affrontata in precedenza e proseguendo invece lungo la cresta opposta, in direzione sud verso San Cristoforo di Carda.

Anche questa cresta è molto panoramica, in particolare sono apprezzabili le vedute sulla sottostante valle del Fosso del Molino, che scorre qualche centinaio di metri più in basso tra alte pareti rocciose, dando origine ad una serie di scenografiche cascatelle.

Il sentiero lascia infine la cresta per svoltare leggermente a destra, oltrepassando un boschetto e terminando infine sulla vecchia strada sbrecciata proveniente da Sassorotto e diretta a San Cristoforo di Carda; svoltando a sinistra sulla stessa si raggiunge in breve il sentiero 31, nei pressi del vecchio mulino.

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