• Rifugio di Ca' Tecchie
  • Bosco di Tecchie - Pian dei Santi
  • Bosco di Tecchie - Centro visite Ca' Balbano
  • Bosco di Tecchie - area attrezzata con panchine
  • Rifugio di Ca' Tecchie - vista laterale
  • La Faggeta del Bosco di Tecchie

Parco Naturale Bosco di Tecchie

Il Parco Naturale Bosco di Tecchie è un’area protetta di modeste dimensioni, circa 195 ettari, situata nel cuore delle Serre di Burano, una lunga catena montuosa composta da un doppio allineamento di rilievi non particolarmente elevati (il punto più alto, Pian della Serra, si trova a quota 1020 metri), che segna tra l’altro il confine tra le regioni Marche ed Umbria.

La zona interessata dal parco, il quale è stato istituito nel 1986 dal Comune di Cantiano e riqualificato nel 2008 dalla Provincia di Pesaro e Urbino, si trova nella parte superiore del bacino idrografico del Fosso dei Cerreti, racchiuso tra il versante nord-est della catena principale delle Serre ed il versante sud-ovest del Monte Bono, posto al limitare inferiore del secondo allineamento.

Il Bosco di Tecchie è un ambiente unico e particolarmente prezioso, in quanto si tratta di un raro esempio di area boschiva perfettamente intatta, non influenzata dall’intervento dell’uomo; in questo luogo le piante, in prevalenza secolari faggi nel versante nord-est e maestosi cerri nel versante sud-ovest, possono compiere liberamente l’intero ciclo vitale, rivestendo un ruolo importante anche una volta caduti al suolo, in quanto divengono rifugi per la fauna e luoghi in cui si insediano alcune specie di insetti e funghi; a tal proposito, la zona è molto frequentata dai cercatori di questi ultimi, in quanto l’ambiente umido ne favorisce la crescita di numerose specie, tra le quali si segnalano i rinomati porcini.

Utilizzando le aree di sosta messe a disposizione in diversi punti del parco non si può non notare come in questo luogo tutto è dominato dalla natura, i suoni che si possono udire provengono esclusivamente dalla ricca fauna che popola il bosco o dalle folate di vento che scuotono le chiome degli alberi, mentre l’unica costruzione presente è il Rifugio di Ca’ Tecchie, un antico casolare ristrutturato mantenendone il fascino originario, divenuto il principale punto di appoggio a disposizione dei visitatori.

Come già accennato, la flora del Bosco di Tecchie è composta principalmente di alberi ad alto fusto, faggi e cerri, ma non mancano radure che testimoniano un antico sfruttamento agricolo della zona, caratterizzate dalla presenza di arbusti quali il ginepro ed il prugnolo, nonché dalla possibilità di osservare alcune interessanti specie floreali, tra cui spiccano diversi tipi di orchidea.

Per quanto riguarda la fauna è anch’essa molto ricca di specie, tra cui si segnalano i mammiferi predatori (volpi, faine, donnole, lupi), diverse specie di ungulati (cinghiali, caprioli, daini), una grande varietà di volatili (poiane, sparvieri, falchi e soprattutto picchi, tra cui si segnalano il picchio verde, il picchio rosso minore ed il picchio rosso mezzano), nonché la presenza di rare specie di anfibi, la salamandra pezzata e soprattutto la salamandrina dagli occhiali.

Il Bosco di Tecchie è raggiungibile esclusivamente mediante la sua ben sviluppata rete sentieristica, composta di sei percorsi, di diverse difficoltà, che permettono di visitare l’area protetta in ogni sua parte, quasi tutti dotati di segnaletica in discrete condizioni (alcuni pannelli illustrativi versano in condizioni di semiabbandono e sarebbero da sostituire, risulta invece essere ottima la segnatura sugli alberi; il solo sentiero delle serre risulta essere difficile da seguire in quanto evidentemente trascurato).

Tra i percorsi si segnalano sicuramente il Sentiero del Cerro, che attraversa longitudinalmente il parco congiungendo i due ingressi, ed il Sentiero del Faggio, che conduce nel cuore della riserva, la maestosa e secolare faggeta.

Una giornata al Bosco di Tecchie è una esperienza da consigliare assolutamente, la bellezza e l’unicità del luogo ripagheranno sicuramente l’escursionista per i piccoli inconvenienti dovuti alla non perfetta manutenzione di alcuni dei sentieri.

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