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Sentiero CAI n. 29

Comprensorio: Monte Catria
Località partenza: Valdorbia
Località arrivo: Corno del Catria
Numero:
29
Quota partenza: 525 metri
Quota arrivo: 900 metri
Quota massima: 1049 metri
Dislivello: 550 metri
Nuova numerazione CAI:
284
Lunghezza: 3,2 km.
Difficoltà: EEA
Tempo salita: 2,00-2,30 ore.
Tempo discesa: 1,45-2,30 ore.

 

Il sentiero 29 (la segnaletica è del Parco del Monte Cucco, al quale amministrativamente questo itinerario appartiene, trovandosi completamente in territorio umbro, ma geograficamente si tratta di un percorso posto all’interno del massiccio del Monte Catria) è sicuramente il più impegnativo itinerario di tutto il comprensorio, ma la fatica profusa è sicuramente ben ripagata in quanto permette di scoprire un ambiente selvaggio ed affascinante, fatto di millenarie rocce calcaree scavate e modellate dalla forza erosiva della natura.

Il sentiero è adatto soltanto ad escursionisti esperti, in quanto si svolge in un ambiente molto esposto, e presenta passaggi di arrampicata facile (I e II grado), dove è necessario possedere una certa preparazione fisica ed assenza di vertigini. Si consiglia inoltre di affrontarlo esclusivamente in buone condizioni climatiche, in quanto la presenza di vento o pioggia renderebbero ancor più insidioso il già difficile percorso.

La partenza è posta a quota 520 metri, sulla strada provinciale che collega Scheggia alla frazione di Isola Fossara, un centinaio di metri oltre il piccolo abitato di Valdorbia, incastonato nella Gola del Corno tra il massiccio del Catria e quello del Cucco, ed è contrassegnata da un evidente cartello segnaletico dell’Ente Parco.

La prima parte della salita è relativamente semplice, si tratta di 1,3km in discreta salita che permettono di raggiungere l’attacco della maestosa cresta (che già si staglia col suo profilo inequivocabile sullo sfondo), alla quota di 660 metri di altitudine. In questo punto si incrocia la variante (denominata 29/a) che sale da Isola Fossara e si svolta a sinistra sulla cresta, iniziando l’ascesa vera e propria. Il cambio di ritmo è subito notevolissimo, la salita si fa impegnativa e l’ambiente circostante inizia a mutare, con la traccia che sparisce e le rocce sostituiscono gradualmente i prati, fino a ritrovarsi a seguire il filo di cresta (è presente una segnaletica sporadica e piuttosto datata, ma l’orientamento non è un grosso problema in quanto vi è un’unica possibile direzione da percorrere) che si restringe sempre più mentre si guadagna quota e, su entrambi i lati, aumenta l’esposizione...

La roccia, fortunatamente, rimane sempre solida e sicura, tuttavia occorre fare molta attenzione in quanto la cresta è veramente molto ripida e sottile, in un paio di punti risulta essere non più larga di un metro, ed è necessario avere un passo sicuro e deciso. Nel punto più difficile è stata recentemente posta una corda per facilitarne il superamento, si tratta comunque di un tratto di pochi metri anche se completamente esposto. Superato quest’ultimo passaggio si perviene all’antecima del Corno, separata dalla vetta vera e propria da una caratteristica sella erbosa posta a quota 1049. In questo punto occorre deviare a destra in un ripido canalino in discesa (attenzione agli sporadici segni per trovarlo, sono recentemente stati posti dei bollini gialli che risultano piuttosto comodi) mediante il quale, aiutati anche da alcuni alberi che ne facilitano la percorrenza, si raggiunge la sella, contrassegnata anche da una piccola placca con l’indicazione altimetrica posta sulla roccia.

Da questo punto partono le vie di arrampicata che consentono di raggiungere la vetta del Corno, mentre il sentiero devia sulla sinistra abbandonando l’aspro ambiente roccioso per immergersi nel bosco e raggiungere, dopo un lungo traverso in saliscendi, la carrabile che sale dal rifugio Ca’ La Strada ed il sentiero 52 che conduce al Rifugio Boccatore.

Sebbene non indicata sulle cartine esiste tuttavia la possibilità di raggiungere la vetta mediante una via (segnalata con i bollini gialli di cui in precedenza) che aggira lo sperone roccioso lasciandolo sulla sinistra, passa attraverso un canalino con passaggi di facile arrampicata (II grado) che sono affrontabili anche senza attrezzatura ed infine si inoltra in decisa salita sul margine della Costa Grande pervenendo sul crinale erboso dove è posta la vetta (segnalata da targa metallica e ometto di pietra).

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