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Monte Nerone

Il Monte Nerone è un imponente massiccio dell’appennino Pesarese che raggiunge l’altitudine massima di 1525 metri, superato in altezza soltanto dal vicino Catria. Il gruppo comprende, oltre alla vetta principale, anche i rilievi della Montagnola (1486m), del monte del Pantano (1427m), del Cimaio (1227m) con le sue strapiombanti pareti e del Cardamagna (962m).

Questa bellissima montagna ha una conformazione molto particolare, infatti si presenta piuttosto antropizzato nella zona della vetta, resa purtroppo inaccessibile per la presenza dei ripetitori RAI e caratterizzata anche dalla presenza di due rifugi attrezzati, la Cupa ed il Corsini, nei pressi del quale si sviluppa una delle più frequentate stazioni sciistiche della provincia. Tutte queste strutture sono servite da ben tre strade asfaltate che si congiungono nei pressi della vetta, rendendo l’accesso fin troppo comodo per gli amanti della natura selvaggia ed incontaminata.

Scendendo di quota, tuttavia, il paesaggio cambia radicalmente ed il Nerone presenta tutte le sue meraviglie nascoste e difficilmente accessibili, che rendono questo monte una vera meraviglia fatta di paesaggi aspri e variegati. Sono presenti alte pareti strapiombanti su cui praticare l’arrampicata (Fosso dell’Eremo, Porte del Rio Vitoschio), forre ed orridi quasi impenetrabili meta di appassionati di torrentismo (Forra del Presale), doline e fenomeni carsici di spettacolare impatto visivo (tra tutti l’arco di Fondarca, la Balza Forata e la Buca Grande), ruderi di antichi castelli ed eremi, costruiti sfruttando l’impervietà del luogo, fino ad una grande varietà di grotte spesso sconosciute ai più e meta gradita invece per gli speleologi (Grotta dei 5 laghi, Grotta di Nerone, Grotta dei Prosciutti).

Dal punto di vista sportivo, dunque, il Nerone presenta un notevole ventaglio di possibilità, in particolare, oltre alle già citate attività sciistiche, speleologiche, torrentistiche e di arrampicata, la montagna è meta frequentatissima dai ciclisti, in quanto le 3 strade che conducono alla vetta presentano salite tra le più impegnative del circondario (una in particolare, quella che sale da Piobbico, è considerata la più dura delle Marche), ed è stato introdotto addirittura uno speciale “brevetto” per chi si volesse cimentare nell’impresa di affrontare tutte e 3 le ascese in una sola giornata.

Per gli escursionisti è presente una vasta rete sentieristica, che permette di toccare tutti gli splendidi luoghi citati in precedenza, con itinerari anche di notevole difficoltà, sfruttando l’ampio dislivello (circa 1200 metri) presente tra le pendici e la vetta.

La segnaletica dei sentieri, spesso lasciata in abbandono negli ultimi anni, è recentemente oggetto di ripristino da parte della locale sezione del CAI, cosa che permette la riscoperta di percorsi di particolare valore, tra i quali spicca sicuramente il bellissimo sentiero n.1, che conduce da Piobbico alla vetta passando per la Balza Forata, probabilmente il migliore di tutto il comprensorio.

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