• Monte Nerone Sentiero 24bis - immagine 1 (Tanella)
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  • Monte Nerone Sentiero 24bis - immagine 7 (Cascata di Pian dell'Acqua)
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Sentiero CAI n. 24bis

Comprensorio: Monte Nerone
LocalitĂ  partenza: Tanella
LocalitĂ  arrivo: Cerreto
Numero:
24bis
Quota partenza: 431 metri
Quota arrivo: 595 metri
Quota massima: 680 metri
Dislivello: 350 metri
 
Lunghezza: 5,8 km.
DifficoltĂ : E
Tempo andata: 3,00-3,30 ore.
Tempo ritorno: 2,30-3,00 ore.

Il sentiero 24 bis del comprensorio del Monte Nerone è un interessante percorso ad anello che permette di esplorare la splendida valle di Pian dell’Acqua, una zona nascosta ed incontaminata, incastonata nel versante sud orientale del Nerone.

Per raggiungere il percorso si segue la strada asfaltata che da Pianello conduce a Cerreto e Pieia (in questo tratto la strada coincide con il Sentiero Italia), fino a giungere ad un cartello che indica la località Tanella, dove è presente anche un comodo piazzale per parcheggiare l’auto.

L’attacco del sentiero si trova sulla destra, ed inizialmente ci si immette in una comoda stradina sbrecciata che si inoltra all’interno della stretta valle, su terreno pressoché pianeggiante, attraversando il Fosso di Pian dell’Acqua, con comodi guadi (attenzione soltanto alla eventuale aumentata portata nei mesi invernali), in ben quattro occasioni.

Prima di affrontare l’ultimo guado si raggiunge un’ampia spianata erbosa su cui si intravedono i resti di quella che, un tempo, era una vecchia cava che fortunatamente è oramai dismessa, con la vegetazione che pian piano si sta riappropriando del luogo cancellando le ferite inferte dall’uomo.
In questo punto occorre evitare di svoltare a sinistra, sono presenti segni blu che potrebbero indurre in errore, mentre la traccia (un po’ nascosta dall’erba) prosegue diritta, oltrepassa il fosso ed inizia quindi a salire in maniera piuttosto decisa sul fianco destro della valle, in ambiente boschivo sulle pendici della Costa della Mandraccia. La via è facilmente individuabile e si segue senza troppi problemi, aiutati anche da una buona segnaletica che, seppur datata, svolge correttamente il suo compito.

Superati alcuni impluvi (quasi sempre secchi) di affluenti secondari e, terminata la salita, si scende per un breve tratto, fino a raggiungere di nuovo il fosso, quando si è giunti oramai nel cuore selvaggio della valle.

Da questo punto è teoricamente possibile, abbandonando il sentiero e risalendo il corso del fosso (traccia assente, terreno piuttosto difficile e scivoloso perché si tratta di passare praticamente nel letto del torrente, raccomandato solo ad escursionisti esperti), la visita ad una vera e propria meraviglia nascosta, un’alta cascata che si cela in fondo alla valle, protetta dalla natura che la cela agli sguardi indiscreti rendendola quasi inaccessibile.

Tornando al percorso segnato, si oltrepassa il fosso con un ultimo guado, e si prende a risalire gradualmente sul versante opposto della valle, in ambiente completamente boschivo, attraversando due ulteriori impluvi e giungendo infine ad un nuovo spettacolo che la natura ci riserva in questo bel percorso: l’attraversamento di una grande conca di origine glaciale, che sovrasta il percorso con le sue alte pareti strapiombanti.

Terminato questo bel passaggio il sentiero prosegue in falsopiano, attraversando il letto di un ultimo piccolo corso d’acqua (generalmente in secca), ed arrivando infine alle prime case dell’abitato di Cerreto, per poi raggiungere il centro del paese e terminare il proprio percorso incrociando il Sentiero Italia, che sale da Pianello diretto a Pieia.

Svoltando a sinistra su quest’ultimo sentiero (che coincide in gran parte con la strada asfaltata), si raggiunge in breve tempo il punto di partenza, completando un anello che sicuramente non lascerà indifferente l’escursionista.

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