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Sentiero CAI n. 56

Comprensorio: Monte Catria
Località partenza: Rifugio Boccatore
Località arrivo: Rifugio Vernosa
Numero:
56
Quota partenza: 1234 metri
Quota arrivo: 1490 metri
Quota massima: 1701 metri
Dislivello: 600 metri
Nuova numerazione CAI:
252
Lunghezza: 4,5 km.
Difficoltà: E
Tempo andata: 2,00-2,15 ore.
Tempo ritorno: 1,30-1,45 ore.

 

Il sentiero 56 (cui è stato attribuito il nuovo numero 252 dopo la risegnatura) ha inizio dal Rifugio Boccatore, situato a 1234 metri di quota sul versante sud del Monte Catria. Il rifugio, recentemente ristrutturato ma costantemente chiuso, è raggiungibile anche in macchina (non consigliato per via del fondo fortemente sconnesso) attraverso una scomoda carrareccia che sale da Ca' La Strada oppure, in maniera peraltro molto più soddisfacente, percorrendo il sentiero 52 che proviene dal Passo La Croce (in questo caso si aggiungono 600 metri di dislivello, ma ne vale sicuramente la pena).

Dal rifugio si segue una traccia che si addentra nel bosco (comune per il primo tratto al sentiero 51), ben segnata e contrassegnata subito da forte pendenza, che conduce in poco tempo ai margini dell'ampio prato detto Pian d'Ortica (quota 1374) da dove, girando a sinistra dopo aver superato una recinzione, si inizia a salire lungo un ripido crinale erboso che conduce alla cima meridionale della Balza degli Spicchi (m. 1524). In questo punto si apre a nord una delle viste più spettacolari che fornisce la zona, con l'imponente sagoma del Catria sullo sfondo e la lunga e accidentata linea di cresta da percorrere per raggiungere la vetta...

Percorrere questo tratto è un'esperienza veramente emozionante, occorre prestare particolarmente attenzione perchè, dopo una parte iniziale ancora caratterizzata da saliscendi su prato, la cresta si fa rocciosa ed affilatissima, con diversi passaggi molto esposti (soprattutto dal lato ovest) in cui è inevitabile utilizzare le mani come appoggio. Nel punto più pericoloso c'è la possibilità di passare a destra della cresta, su di una traccia ai margini del sottostante bosco, evitando così l'esposizione (fortemente consigliato a chi soffre di vertigini o comunque non si sente sicuro), io avendo provato entrambe le vie preferisco il passaggio su roccia in quanto è molto più appagante, ma questa è ovviamente una scelta personale.

Al termine della parte esposta la cresta diventa più dolce, proseguendo su terreno piacevolmente ondulato tra i verdi boschi ammirabili sulla destra e la spettacolare Valle delle Patate sulla sinistra, un grande anfiteatro semicircolare che si estende a perdita d'occhio fino alla strada provinciale, quasi 1000 metri più sotto...
E' in questo punto che si incrocia, proveniente da sinistra, il sentiero 53 che s'inerpica appunto ai margini della Valle delle Patate. Superate alcune "gobbette", dalla pendenza comunque accettabile, si incrocia la strada sbrecciata che conduce in vetta, costruita non si sa bene per quale recondito motivo, la quale risulta essere più uno sfregio all'incontaminato paesaggio che un'opera dall'effettiva utilità (ci sono passato decine e decine di volte, non ci si trova mai nessuno anche perchè ha un fondo stradale disastroso e lasciato completamente all'abbandono).

Subito oltre la strada il sentiero inizia la salita finale, di pendenza più marcata rispetto all'ultimo tratto percorso, che conduce comunque in breve tempo in vetta (m. 1701), all'ombra della grande croce, dove una sosta è d'obbligo per godersi il fantastico panorama a 360°.

Lasciata la vetta ci si dirige verso nord, affrontando un ripido pratone in discesa ai piedi del quale si trova l'inizio dell'evidente traccia, nei pressi di una piccola croce di metallo. Da qui si prosegue su fondo ghiaioso e discretamente ripido, fino a raggiungere un boschetto, dove il sentiero compie una curva decisa a sinistra, oltrepassato il quale si giunge al Rifugio Vernosa (m. 1490), punto d'arrivo del tracciato (qui convergono anche i sentieri 55 e 69).

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