Il sentiero 49 del comprensorio di Bocca Serriola è una vecchia via che, pur sviluppandosi interamente in territorio umbro, era inserita nella mappa sentieristica del versante pesarese.
Il percorso è oramai privo di segnatura ed in alcuni tratti è difficile da individuare, ma è tuttavia ancora percorribile e permette di scoprire una bella zona caratterizzata dai due borghi “fantasma” di Caifirenze e Coacri.
La partenza si trova proprio sul passo di Bocca Serriola, da cui si imbocca una stradina sterrata con una vecchia indicazione stradale per Caifirenze, oltrepassando in breve il cimitero e raggiungendo in una decina di minuti il piccolo borgo abbandonato.
In questo punto è necessario individuare una traccia molto incerta che scende sulla destra, lasciandosi alle spalle le ultime case per raggiungere il campo sottostante, per farsi poi più netta mentre attraversa in falsopiano il bosco che si trova sull’altro versante della piccola valle.
In breve si raggiunge il rudere di Casa Colcello, quindi si prosegue attraversando una piccola radura, dove occorre fare attenzione perché la traccia corretta, che si inoltra nel bosco, è veramente difficile da individuare, mentre se ne trovano due più marcate (la prima in salita conduce a Coacri per una strada più lunga, la seconda scende tra i campi tagliando il percorso originale e ricongiungendosi con esso nei pressi di Casa Flamia) che sono però solo delle eventuali possibili varianti. (si consiglia di utilizzare la traccia GPS allegata alla presente scheda per seguire il percorso originale).
Superato questo passaggio intricato, il sentiero torna ad essere ben individuabile, benché manchi completamente di segnatura e si noti come non sia certamente molto frequentato; si prosegue in falsopiano attraversando l’impluvio di un piccolo corso d’acqua e quindi si inizia a scendere fino a raggiungere il borgo di Coacri, disabitato ma molto caratteristico, da cui si gode di un bel panorama sull’alta Valtiberina.
Dal borgo si segue l’ampia strada sterrata che, dopo aver oltrepassato il rudere di Casa Flamia, conduce in leggera discesa al caseggiato denominato Molinaccio, il quale contrariamente agli altri edifici presenti in zona si trova in buone condizioni ed è circondato da un prato ben curato.
Si segue la strada per alcune decine di metri, in salita, per poi abbandonarla svoltando a destra su di un sentiero ben evidente, caratterizzato in alcuni tratti da una pavimentazione composta da grossi blocchi di pietra, che risale il fianco della vallata attraversando una vegetazione che alterna tratti boschivi a zone in cui è predominante il sottobosco.
Al termine della salita si giunge nei pressi di Casa La Croce, dove si abbandona il sentiero per inoltrarsi all’interno del bosco (anche qui mancando la segnatura non è facilissimo trovare il punto d’attacco, si trova ai margini di un campo subito prima del fabbricato), proseguendo in leggera salita per alcune centinaia di metri, prima di raggiungere l’ampia sterrata che passa sul crinale (coincidente con il tracciato del Sentiero Italia), dove il percorso termina.
Difficoltà











